Inaugurata al Castello Mediceo la mostra che celebra l’art “brut”

Inaugurata al Castello Mediceo la mostra che celebra l’art “brut”

Settembre 20, 2019 0 Di Redazione

L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 20 ottobre 2019

È un «contatto telepatico mentale» con altre entità nel cielo quello che collega Fernando Oreste Nannetti (NOF4) e Maurizio Zappon (ZAP), due tra i più importanti esponenti dell’art “brut”, le cui opere sono esposte nell’Ala Lunga del Castello mediceo di Melegnano nella mostra “…andava a prendere la luna nel pozzo… Dizionari astrali. Graffiti-segni-disegni”, inaugurata venerdì 20 settembre 2019.

Alla realizzazione della mostra, promossa dal Comune di Melegnano e curata da Giorgio Bedoni – psichiatra e docente all’Accademia di Brera –, hanno collaborato l’associazione “Inclusione, Graffio e Parola” di Volterra, l’associazione “DiBlu Arte” di Melegnano e Melegnano Web TV.

L’esposizione è «un omaggio a Nannetti, artista oggi riconosciuto a livello internazionale ma per molto tempo internato nell’ospedale psichiatrico di Volterra e vede affiancato un pezzo del muro originale (nel complesso lungo circa 180 metri) inciso da Nannetti con dei graffiti all’opera visionaria di Zappon. L’opera di Nannetti rappresenta un flusso di coscienza costante, che ha un linguaggio ermetico e segreto e tuttavia ha dei segni riconoscibili e leggibili», ha spiegato Bedoni, ed è qui che si rileva l’analogia tra i due artisti poiché anche Zappon utilizza codici e linguaggi – il codice Zap, appunto – che mettono in connessione elementi terreni e messaggi di altri mondi con cui i due artisti dialogano. Non è un caso infatti che Zappon sia un “viaggiatore” ispirato da Ulisse, Verne e Da Vinci e Nannetti si definisse “colonnello astrale” e utilizzasse la scrittura apostrofelica a specchio propria del genio di Leonardo.

«Dobbiamo fare memoria di queste persone – ha raccontato Andrea Trafeli, presidente dell’associazione “Inclusione, Graffi e Parole” – e portare la loro memoria agli altri; sono persone che all’interno delle mura dell’ospedale psichiatrico di Volterra cercavano dignità e Nannetti è stato custode delle loro storie e delle loro sofferenze».

Una rassegna difficile ma allo stesso tempo coinvolgente, che vede accanto a una delle opere più suggestive del Novecento, quella di Nannetti, – in cui alla raffigurazione di elementi terreni come orologi, pentole fumanti di vapore fanno da contraltare messaggi fatti di mondi, date e parole – una molteplicità di alfabeti alieni trascritti e differenziati da Zappon attraverso i colori a cui si affiancano vulcani e addirittura un “Daitarn 3”. Una continuità assolutamente sorprendente quella di questi due viaggiatori, che sarà possibile scoprire fino al 20 ottobre 2019.

«Una mostra dalla poetica esplosiva, che emoziona – ha detto il sindaco Rodolfo Bertoli dopo i dovuti ringraziamenti –, anche perché allestita nelle prime due sale dell’Ala Lunga e rappresenta un punto di partenza per il futuro di questa parte del Castello»

L’associazione “Inclusione, Graffi e Parole” ha anche donato al sindaco di Melegnano una riproduzione dell’opera etrusca intitolata “L’ombra della sera”, denominata così da Gabriele D’Annunzio poiché ricorda la figura umana, la cui ombra si allunga proprio al tramonto.

Elisa Barchetta

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