La replica del segretario della Consulta cultura, Roberto Silvestri

La replica del segretario della Consulta cultura, Roberto Silvestri

7 Ottobre, 2019 0 Di Redazione

In merito all’articolo uscito nella sezione news di Melegnano Web Tv in data 5 ottobre 2019 sulla nuova elezione del coordinatore della Consulta cultura, diamo spazio alla replica dell’attuale segretario Roberto Silvestri.

Uno dei punti principali riguarda il ruolo e l’elezione del coordinatore: «All’epoca dell’elezione – spiega Silvestri – io non ero ancora nella Consulta ma per quanto ho potuto capire parlando con i rappresentanti delle altre associazioni la candidatura era pro-tempore. Questa era anche l’opinione del segretario comunale, dell’assessore Salvaderi e di chi ha partecipato alla votazione. Ravviso dunque il mancato rispetto della democrazia nel comportamento dello stesso Villanacci, perché un eletto in un organismo consigliare alla scadenza dovrebbe andarsene o ricandidarsi. Se poi lui era convinto di essere stato eletto per l’intera durata della Consulta, avrebbe dovuto confrontarsi con l’assemblea. Invece, nonostante i ripetuti richiami, ha fatto finta di nulla». Tali richiami riguardano le richieste, presentate più volte in assemblea e anche via e-mail, di inserire all’ordine del giorno l’elezione del nuovo coordinatore in uno specifico punto. Elemento più volte disatteso, secondo quanto specificato dallo stesso Silvestri: «Un tema discusso in ben tre assemblee che non è stato possibile affrontare per mancanza del numero legale e per il quale ho chiesto formalmente al coordinatore di inserire all’ordine del giorno la votazione, essendo quello attuale stato eletto per un periodo di un anno, termine già scaduto da cinque mesi. E non è mai stato fatto».

Della questione, come già detto, è stato quindi investito il segretario comunale. Abbiamo quindi chiesto chiarimenti a Silvestri in merito alle modifiche che potevano essere apportate al regolamento prima della nuova votazione; il quale ha risposto: «Per le modifiche al regolamento, è vero, nessuno ci ha pensato; né l’assessore, né il coordinatore, né i componenti della Consulta. Ritengo perché il regolamento era in corso di revisione e poi ci si è pensato che la correttezza tra rappresentanti delle associazioni fosse sufficiente». Domandiamo dunque ulteriormente se l’operato dell’assessore Salvaderi nell’ultima adunanza fosse da considerare corretto dal punto di vista procedurale: «È vero, la Salvaderi non avrebbe potuto inserire all’ordine del giorno il punto poi votato e oggetto di contestazione perché questo spetta, secondo regolamento, al coordinatore della Consulta. Essendo però più volte stato richiesto e mai inserito tra i temi d’affrontare facendo anche riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato ritengo che l’assessore abbia deciso di agire per evitare l’impasse in cui ci si era venuti a trovare sull’argomento».

Ci sono poi ulteriori temi sui quali l’attuale segretario della Consulta cultura rileva uno scollamento fra democrazia formale e sostanziale e mancanza di trasparenza, riguardanti il ruolo della Consulta e il regolamento; sottolineando come l’ex coordinatore «sia più volte venuto meno ai propri compiti redigendo verbali poco aderenti ai fatti e contenenti pareri personali».

Una precisazione doverosa da parte della redazione riguarda l’uso del logo della Consulta, chiarito dallo stesso Silvestri: «Il marchio non è registrato, nonostante questo credo che un po’ di attenzione sarebbe necessaria». Tenuto conto del parere, teniamo a specificare che per diritto di cronaca non necessitiamo di alcuna autorizzazione per l’uso del logo, dal momento che non è nemmeno un marchio registrato.

Elisa Barchetta

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