Ultimissime dalla Consulta Cultura di Melegnano: chiesto l’intervento dell’assessore Salvaderi

Ultimissime dalla Consulta Cultura di Melegnano: chiesto l’intervento dell’assessore Salvaderi

Ottobre 25, 2019 0 Di Redazione

Dopo le minacce di uscita di Slow Food, Anpi e Sipem scelgono di non partecipare alle assemblee

La sezione melegnanese dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi) e della Società italiana psicologia dell’emergenza (Sipem) hanno comunicato che non parteciperanno alle riunioni della Consulta Cultura finché Roberta Salvaderi, assessore competente in materia, non interverrà per risolvere la questione venutasi a creare per quello che definiscono il “mancato rispetto della volontà della Consulta” stessa.

La prima a “minacciare” l’abbandono della Consulta era stata Slow Food Sud Milano, per voce del suo rappresentante Roberto Silvestri, che aveva sottolineato alcuni comportamenti ritenuti antidemocratici da parte del coordinatore Fabrizio Villanacci.

La questione è stata tuttavia chiarita in più punti dal vicesegretario comunale, che ha spiegato bene come l’elezione del nuovo coordinatore non fosse legittima. Ma ulteriori chiarimenti in merito al funzionamento della Consulta Cultura sono forse necessari ed è sempre il vicesegretario a darli: «in base al Regolamento è il coordinatore che convoca la Consulta e redige l’ordine del giorno, ma tale convocazione può anche essere fatta da un terzo dei componenti dell’assemblea stessa e in questo secondo caso, saranno questi a redigere l’ordine del giorno» sul quale discutere. Pertanto, le associazioni in disaccordo con l’operato del coordinatore avevano la possibilità di convocare l’assemblea e stabilire i punti da discutere, tra cui la temporaneità della carica, le dimissioni di Villanacci e la nuova votazione. Dunque delle ventidue associazioni, otto possono svolgere lo stesso ruolo del coordinatore… a conti fatti, quindi, anche meno di quelli che avevano votato in modo illegittimo il “nuovo responsabile” il 3 ottobre 2019.

Per quanto concerne l’iscrizione di un’associazione a più consulte, non esiste un documento formale che vieti tassativamente questo aspetto, nemmeno il Regolamento, «pertanto l’amministrazione comunale lo aveva interpretato in senso estensivo» in attesa che entrasse in vigore il nuovo Regolamento nel quale «si sarebbe resa più chiara la partecipazione della stessa associazione a più consulte. Senza questa possibilità ad esempio la Consulta Ambiente non si sarebbe potuta costituire». Pertanto, avendo come scopo la partecipazione e il coinvolgimento delle associazioni alla vita cittadina, anche l’amministrazione comunale ha di fatto reso possibile la partecipazione di un’associazione a diverse consulte e dunque un’associazione sportiva può diventar parte della Consulta dello Sport ma anche della Consulta Cultura, o un’associazione culturale può iscriversi alla Consulta Ambiente. Probabilmente varrebbe la pena chiarire questi aspetti nel miglior modo possibile all’interno del Regolamento di partecipazione, o quanto meno farli presenti ai rappresentanti delle associazioni al momento della costituzione delle Consulte, affinché non si ripetano situazioni di stallo e controversie all’interno di organismi che dovrebbero unire e non dividere.

Elisa Barchetta

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