Ztl natalizia a Melegnano: intervista a Giuseppe Ricotti di Whouw Calzature&altro

Dicembre 14, 2019 0 Di Redazione

«Non è l’isola pedonale a penalizzare, deve cambiare la cultura del commercio»

Dopo la prima domenica natalizia a piedi del mese di dicembre 2019, come previsto dalla mozione presentata dal gruppo “Insieme per Melegnano” e approvata in Consiglio comunale, non sono mancate polemiche. Alle stesse ha voluto rispondere, con un’intervista esclusiva a Melegnano Web Tv, Giuseppe (Pippo) Ricotti, proprietario insieme a sua moglie Sonia Biggiogero del negozio “Whouw Calzature&altro” che si trova in via Roma a Melegnano.

 Da quanto siete qui a Melegnano?

«Abbiamo aperto l’attività nel 1984, poi nel 2006 abbiamo inaugurato un secondo negozio prima in via Senna e poi in via Dezza, per essere più visibili. Poi per varie vicissitudini, tra cui la forte crisi economica del 2011-2012 abbiamo optato per chiudere il punto vendita di via Dezza e mantenere questo su via Roma».

Cosa pensa della Ztl nelle quattro domeniche di dicembre?

«Questo è stato il terzo anno in cui c’è stata la richiesta di rendere pedonale il centro di Melegnano nelle domeniche del mese di dicembre. La prima volta, nel 2017, non era stato possibile farlo perché c’era stata una forte contrapposizione dell’associazione commercianti, che affermava come la città non fosse pronta per una cosa del genere. Nel 2018 c’è stato il secondo tentativo, che però ha portato alla chiusura al traffico solo per due domeniche ed escludendo via Roma, per non penalizzare via Dezza. Quest’anno, in virtù delle esperienze precedenti e con la consapevolezza che la maggior parte della cittadinanza di Melegnano è favorevole alla chiusura del centro, c’è stato prima un confronto con Confcommercio Melegnano e sono state fatte tutta una serie di richieste. È stata quindi un’iniziativa concertata e secondo me per il primo anno è davvero positiva; non riesco a comprendere quelli che ancora oggi si lamentano o si dissociano dall’iniziativa di cui prima erano parte integrante. Anche la sperimentazione  a dicembre ha senso perché farla in altro periodo dell’anno quando i negozi sono chiusi sarebbe stato inutile, mentre il periodo natalizio è quello in cui le persone girano di più per i regali. Il futuro di Melegnano è nella chiusura del centro cittadino al traffico».

Cosa la rende così certo che il futuro sia la Ztl del centro città?

«Bisogna pensare alla globalità della città e non alle singole vie; via Dezza è una via come un’altra ed è troppo facile dire che le attività commerciali che si trovano lì sono penalizzate dalla chiusura di via Roma. Secondo me è giusto chiudere il centro di Melegnano al traffico perché se penso ai centri dove c’è un’isola pedonale, le attività commerciali comunque ne beneficiano. Non sto dicendo che sia facile, non è che oggi chiudi il centro e domani hai un’affluenza record, è una scelta che impone dei sacrifici al momento ed è sicuramente un percorso virtuoso e lungo. Qualcuno in questi giorni mi ha detto “Stiamo facendo la fine dei pellicciai”, intendendo dire che Melegnano sta morendo come quel mercato. Ecco, io non credo sia così. Certo non possiamo paragonarci a Milano, Torino o Pavia, ma ci sono città della nostra stessa dimensione che sono delle vere e proprie chicche e hanno un centro pedonale di cui beneficiano anche i negozianti».

Ma allora qual è il problema di Melegnano?

«Penso che, negli anni, Melegnano non abbia saputo valorizzare quanto ha di bello. Penso al Castello, alla Palazzina Trombini, alle chiese con quadri e organi; abbiamo una storia che va fatta conoscere e non possiamo essere noi commercianti a valorizzare tutto questo. Per le domeniche Ztl si era chiesto di tenere il Castello aperto e la Pro Loco ha posto la questione del riscaldamento spento, cosa che avrebbe creato problemi alle guide storiche costrette a stare tutto il giorno nella guardiola al freddo. Più che comprensibile, però si è riusciti a fatica a ottenere le visite guidate due volte al giorno. Io comprendo il disagio, ma allora organizziamo delle visite guidate in orari stabiliti in modo da poter però tenere aperto il Castello tutte le domeniche e per tutto l’anno. Aggiungo poi che fuori Melegnano non c’è un cartello che faccia presente la storia del nostro Castello, che dica quali siano le sue peculiarità, gli affreschi, ecc. pensate quanta gente si potrebbe attirare e quanti incassi col biglietto d’ingresso. Le domeniche del Fai sono state indicative delle potenzialità che abbiamo, quindi pensate cosa si potrebbe avere tutte le domeniche e, di rimando, il riscontro che potrebbero avere i commercianti con tutte quelle persone in giro. Per me è la normalità, ci vuole solo un po’ di apertura mentale».

Dunque, secondo lei, cosa occorrerebbe alla città per non avere subire un disagio dal centro pedonale? 

«Servono parcheggi adeguati fuori città, una segnaletica elettronica che dica quanti parcheggi ci sono disponibili e dove – e ricordo che il Comune ha approvato all’unanimità anche una mozione in merito ma ancora non è stato fatto nulla –, va valorizzato il centro e vanno fatti investimenti per renderlo più piacevole, vanno messi dei cartelli fuori città che comunichino alla gente cosa c’è da vedere a Melegnano dal punto di vista turistico. Certo è che da qualche parte bisogna pur cominciare e non è continuando adire di no che si cambiano le cose altrimenti si ha una visione limitata e si è poco lungimiranti. Tutte le strutture aggiuntive col tempo arriveranno, ma intanto è importante partire. Se questa cosa funzione durante la “Festa del Perdono”, quando le macchine si parcheggiano addirittura al di là del cimitero – e lo dico con cognizione di causa perché è dove vivo io – vuol dire che le persone non hanno paura di fare un po’ di strada a piedi e sappiamo bene che spesso proprio al “Perdono” sono esposte molte cianfrusaglie. Però almeno quest’anno il Comitato Fiera ha fatto da collettore cercando di migliorare la qualità».

Cosa non comprendono i commercianti, nella sua opinione?

«I commercianti di Melegnano non sono mai stati molto favorevoli alla chiusura al traffico del centro città perché pensano che la Ztl ci penalizzi mentre le auto portino vendite e guadagni; non capiscono invece che non sono le macchine che ci fanno lavorare. Quando noi abbiamo aperto nel 1984 non eravamo qui ma dentro la Galleria Roma e quindi meno visibili, non eravamo conosciuti, ma avevamo bene in mente una cosa: un negozio di beni voluttuari come il nostro – che venda scarpe, profumi, gioielleria o vestiti – a Melegnano non sta in piedi solo con i suoi cittadini perché le necessità sono tante, variegate, ci sono le nicchie. Noi abbiamo scelto di offrire a Melegnano ciò che proponevano le attività di Milano e la decisione ha pagato, perché oggi siamo ancora qui lottando contro la crisi, contro i centri commerciali e contro Amazon e le vendite online. Hanno pagato la ricerca sul prodotto, la professionalità e competenza anche per dare la risposta giusta alla clientela, il passaparola, il proporre nuove aziende e modelli; anche il tenere le luci accese quando il negozio è chiuso fa la differenza, perché spesso il viavai durante la tanto bistrattata movida melegnanese consente alle persone di vedere il prodotto quando da fuori arrivano a passare la serata a Melegnano e spesso il giorno seguente tornano per acquistarlo. Noi abbiamo fatto degli investimenti tra faretti spot, timer per lo spegnimento automatico delle luci e la saracinesca a maglia, ma così il negozio lavora anche quando sono chiuso e questo vale soprattutto per chi ha un’attività commerciale che dà sulla strada. Su questo i commercianti devono lavorare, è necessario cambiare la mentalità e acquisire una diversa cultura del commercio. Sembrano piccole cose ma fanno una differenza enorme, perché poi la professionalità la acquisisci negli anni, con esperienza ed errori, anche perché oggi non è facile trattare con alcuni clienti “tuttologi”. Ma oggi c’è ancora chi spegne le luci nella pausa pranzo o tiene le mezze luci finché non entra un cliente in negozio e questo è davvero assurdo. È difficile, non dico di no, ma dobbiamo essere noi commercianti i primi ad attrezzarci, con proposte nuove e disponibilità diverse, non possiamo pretendere che siano gli altri a risolverci i problemi».

E con i centri commerciali, come la mettiamo?

«Inutile negare che i centri commerciali portino via clientela, perché sono comodi, al chiuso, si sta al caldo, hanno il parcheggio gratis e in molti si possono anche lasciare i bambini in affidamento alle tate che li fanno giocare. Lì non si può fare nulla, non possiamo certo offrire le stesse cose. Dobbiamo però pensare a differenziarci, a proporre qualcosa che le persone non possano trovare in quei posti. Non per altro non ho mai trovato sensati i franchising a Melegnano, anche se alcuni punti vendita funzionavano, però è ovvio che con un franchising rischi che ce ne sia uno poco distante in un centro commerciale che ti fa concorrenza a due passi. Ci vuole qualità nell’offerta».

A voi com’è andata la prima domenica di Ztl? Lei ha per caso fatto un giro per vedere la situazione?

«Noi rispetto alla prima domenica dello scorso anno abbiamo lavorato di più. Non c’erano in giro macchine ma le persone sì; e non sono certo le auto quelle che ti entrano in negozio. Ho fatto anche un giro a piedi per la città e di gente ce n’era, ovviamente era concentrata di più dove c’è la pista di pattinaggio o nella piazza del Comune dove ha cantato Giusy Porru. Via Roma era vuota, è vero, e qualcuno aveva pensato di mettere i mercatini, però bisogna tenere conto che la domenica mattina c’è il mercato e quell’area prima delle quattro non è libera. Ora ditemi, chi verrebbe alle quattro del pomeriggio a montare il gazebo per stare poi solo tre ore? Penso nessuno. Forse si sarebbe potuto pensare a qualcosa di alternativo, ma credo che in quel caso data la situazione di partenza avrebbero dovuto rimboccarsi le maniche gli stessi commercianti: i fioristi potevano proporre la vendita di stelle di Natale, i bar quella di cioccolata o bevande calde. Ma nessuno ha fatto nulla. Noi di via Roma abbiamo messo la filodiffusione, diciannove i commercianti che hanno aderito con un contributo, eppure ne beneficiano anche quelli che non hanno accettato; poi guarda caso sono gli stessi che si lamentano di quello che non c’è. Occorre essere più propositivi anche verso la città, un’isola pedonale non vive perché ci sono gli eventi o i banchetti che magari vendono fuffa, è necessario impegnarsi tutti e fare scelte di qualità anche quando si decide di dare spazio agli hobbysti, altrimenti è inutile pretendere i mercatini di Natale come a Bolzano».

C’è qualcosa che vorrebbe segnalare in particolare?

«La cosa che mi ha lasciato davvero perplesso è stata l’assenza totale di personale della Polizia locale. Non si può mettere in piedi una cosa simile e non mettere qualcuno che dia un servizio di ordine pubblico, tra l’altro sarebbero stati utili per dare indicazioni a chi arrivava in macchina da via Dezza e si trovava via Conciliazione e via Roma chiuse. Inoltre i cartelli, scritti su fogli in formato A4, non sono così visibili a chi passa in macchina. La presenza fisica fa la differenza e nelle domeniche a piedi gli agenti che danno indicazioni sono fondamentali».

Ha un ultimo sassolino dalla scarpa che vuole togliersi?

«Ho letto sul giornale i commenti di Vito Bellomo, capogruppo di Forza Italia a Melegnano, su quello che lui ha definito il “flop della Ztl nelle domeniche di Natale”. Mi permetto di ricordargli che è facile astenersi alla votazione di una mozione per poi poter decidere da quale parte stare e cavalcare il consenso. Ma mi chiedo lui in effetti cosa ne sa? Prima di definirlo un flop aspetti di vedere come prosegue e magari vada a sentire tutti i commercianti negozio per negozio, poi forse potrà parlare con cognizione di causa».

Elisa Barchetta

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