Gennaio decisivo per il progetto “C2”

Gennaio decisivo per il progetto “C2”

Dicembre 28, 2019 0 Di Redazione

Chi ha almeno una quarantina di primavere sulle spalle ricorda come era l’ingresso a Tavazzano, dalla via Emilia, fino agli anni Ottanta-primi Novanta. La strada era una sola, la statale nove dritta in paese; a sinistra cominciavano a sorgere le prime abitazioni di via Attilio Orecchia, mentre poco più avanti un signore proprietario di una villetta teneva in giardino un curioso oggetto: la fusoliera di un aereo da trasporto passeggeri. Uno di quelli di taglia piccola, che secondo i beninformati di allora avrebbe dovuto trasformarsi in un bizzarro ristorante surrealista nel quale i clienti si sarebbero accomodati in carlinga. Finì invece in discarica fra i rottami e adesso, trent’anni dopo, arrivando a Tavazzano da Melegnano si vedono due immense logistiche affiancate. Presto (diciamo nel giro di tre anni), questo potrebbe essere anche il volto di Sordio, un pò più vicina a Melegnano. Gennaio sarà infatti un mese decisivo per capire se il progetto del comparto logistico-industriale C2 prenderà il largo, oppure incontrerà difficoltà significative. Dietro la sigla “C2” si cela un tema molto noto, e non certo nuovo, ai conoscitori della politica locale. Si tratta dell’idea di lottizzare l’intero triangolo di terreni interclusi fra la statale 9, la provinciale 204 Sordio-Salerano e la ferrovia S1 che va a Lodi. Totale: 235mila metri quadrati, 23,5 ettari. Una volta, negli anni Novanta-primi Duemila dorati per chi costruiva case nuove nei “paesotti” portandoci a vivere gli espatriati da posti un pò più grandi, l’ipotesi era di farci un quartiere da 2500 persone un terzo a Sordio e due terzi sanzenonese. L’estate scorsa la concessione edilizia, mai estinta visto che i Pgt di Sordio e San Zenone hanno mantenuto la destinazione d’uso produttiva, è ritornata sotto forma di logistica. Nei rendering si vedono due capannoni “gemelli”, da circa 135mila metri quadri totali, in mezzo a parcheggi e ad un bosco di mitigazione che – con i dovuti tempi di crescita – maschererà gli edifici che, a quanto pare, potrebbero essere alti dieci metri per tre piani. Melegnano è a cinque km di distanza e il casello della Tem, la tangenziale est esterna a un tiro di schioppo; resta il fatto che, nella zona melegnanese, la logistica di “nuova generazione”, se fatta, farà girare tir e furgoni su e giù per autostrade e bretelle. I beninformati giurano che non è Amazon quella pronta a installarsi nel C2, ma comunque una “logistica intermedia”, con assemblamento di componenti. Metà gennaio sarà decisiva per capire se le levate di scudi degli ambientalisti, già sul pezzo, e le perplessità dei sindaci fermeranno il gigante, oppure prevarrà l’ineccepibile regolarità procedurale del progetto.

Emanuele Dolcini

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