Anche per lo sport dilettantistico sarà l’anno zero

Anche per lo sport dilettantistico sarà l’anno zero

Marzo 31, 2020 0 Di Redazione

Tagliabue, presidente del Real Melegnano: è un gioco la sopravvivenza di tante associazioni. Nulla sarà più come prima

Tempi che si preannunciano durissimi anche per lo sport dilettantistico, con la crisi economica che coinvolgerà tutti i settori e di riflesso ricadrà anche sulle tante associazioni sportive dilettanti che operano nel nostro territorio e che rappresentano un movimento che coinvolge migliaia di tesserati.

Nei giorni scorsi il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora era stato piuttosto chiaro: <Destinerò un piano straordinario di 400 milioni di euro allo sport di base, alle associazioni dilettantistiche sui territori, a un tessuto che sono certo sarà uno dei motori della rinascita. Dal calcio di Serie A invece mi aspetto che le richieste siano accompagnate da una seria volontà di cambiamento: le grandi società vivono in una bolla, al di sopra delle loro possibilità, a partire dagli stipendi milionari dei calciatori: devono capire che niente dopo questa crisi potrà più essere come prima>. 

Parla apertamente di anno zero il presidente del Real Melegnano, Giorgio Tagliabue, imprenditore assicurativo che non usa giri di parole: <La prima domanda che ci dobbiamo porre non è tanto quando, ma se riusciremo a riaprire i cancelli dei nostri centri sportivi>.

A tal proposito lancia da subito un appello a tutti i suoi colleghi: <Credo che mai come in questo momento sia necessario – prosegue Tagliabue – fare fronte comune e chiedere a gran voce alle varie Federazioni che per la prossima stagione non facciano pagare le quote d’iscrizione o di tesseramento, o almeno lo facciano in percentuale minima. E’ in gioco la sopravvivenza di tante società dilettantistiche che rappresentano anche parte del tessuto sociale del nostro territorio e anche da questo punto di vista le amministrazioni dovranno adeguarsi e venire incontro alle associazioni altrimenti si ritroveranno i centri sportivi deserti>.

Sui rimborsi a calciatori e allenatori, il numero uno rossoblu è altrettanto chiaro: <Non vorrei nemmeno entrare in questo discorso perché è scontato che non sarà certo un problema. Chi vorrà continuare a giocare a calcio lo farà gratis, al massimo potremo tornare a fare come tanti anni fa quando ti venivano dati una tuta e un paio di scarpe e tu eri il ragazzo più felice del mondo. E’ finita l’epoca in cui per parecchi calciatori questo era un secondo lavoro e con i soldi dei rimborsi ci si pagavano il mutuo>.

Insomma per il presidente del Melegnano si prospetta un ritorno a un calcio più vero: <Bisogna che in tutti ci sia la consapevolezza che quello che ci attende è una sorta di dopoguerra in cui ci sarà da rimboccarsi le maniche per ricostruire e anche il mondo dello sport dovrà adeguarsi. Personalmente lo vedo come un nuovo punto di partenza dal quale non escludo si possano e debbano trovare, anche tra le società, collaborazioni e iniziative mirate a far vivere queste realtà che se non ce la faranno da sole, dovranno per forza di cose aggregarsi. Mi auguro che presto con tutti i presidenti ci si possa trovare per programmare quella che ritengo debba essere una nuova vita>.

Andrea Grassani

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