Intervista agli “80roba!” autori del brano “Together, così lontani ma insieme”

Intervista agli “80roba!” autori del brano “Together, così lontani ma insieme”

Aprile 8, 2020 0 Di Redazione

Età media del gruppo 42 anni, musicisti da sempre, nella vita fanno diversi lavori ma in questo periodo in cui ognuno deve restare a casa per necessità hanno scritto un brano dal titolo “Together, così lontani ma insieme”. La formazione – che in questi anni è stata attiva anche sul territorio – vede schierati Roberto Zimmermann, voce e tastiere, Camillo Andrea Pellegrino, voce e chitarra, Luciano Zimmermann al basso e Guido Rolle alla batteria. E allora Melegnano Web Tv ha deciso di conoscerli meglio, con una bella chiacchierata virtuale insieme, appunto, a Camillo Andrea Pellegrino, che per l’occasione si è fatto portavoce del gruppo e che non è soltanto un musicista, ma anche maestro alla primaria “Leonardo Da Vinci” di Cerro al Lambro.

Cominciamo con le presentazioni: chi sono gli “80roba!”?

«Potremmo definirci una band, ma forse in maniera più precisa un gruppo di quattro amici musicisti, più o meno di vecchia data, che hanno scelto un nome simpatico per portare avanti un progetto di musica live, proponendo un repertorio musicale hard-rock anni ‘80 che ci diverte parecchio, senza prendersi troppo sul serio. Come 80Roba! sono quasi tre anni che suoniamo insieme, ma alcuni di noi si conoscono musicalmente da molto prima, il che ci aiuta sul lato della confidenza musicale e sulla reciproca fiducia dell’altrui competenza. Siamo anche molto diversi, tutti e quattro abbiamo diversi lavori e diverse vite, viviamo in diverse città o paesi tra la provincia di Milano e Lecco, ma ciò che ci accomuna di più è che ognuno di noi non può fare a meno di far musica».

Parliamo un po’ delle vostre influenze musicali. In parte si possono intuire già dal nome che avete scelto per il gruppo e dal vostro stile, ma fateci qualche nome e diteci come questi sono entrati nel vostro modo di fare musica.

«Ovviamente essendo quattro musicisti, le influenze sono molteplici, chi suona rock come noi, ascolta da sempre musica e solitamente quella del periodo dell’adolescenza, quando si comincia a prendere un po’ più seriamente lo strumento che coltivi, è anche quella che dà un’impronta genetica di stile al tuo modo di suonare. Nel corso degli anni poi, senti anche il bisogno di sperimentare nuove sonorità. Restringendo comunque il campo ad artisti che ci piacciono legati al progetto 80Roba!, non possiamo non fare nomi come Queen, Guns N’ Roses, Toto, Bon Jovi, Van Halen, Scorpions e anche band con sound più pesanti come Whitesnake, Iron Maiden e Ozzy Osbourne».

Veniamo al brano “Together,così lontani ma insieme”: come è nato?

«Come dovrebbe nascere ogni canzone, attraverso la decodifica di ciò che si osserva e si vive attraverso la propria musica. Nello specifico, Roberto, tastierista e voce in inglese che sentite nel brano “Together, così lontani ma insieme”, nei primi giorni in cui si è trovato, come tutti, a vivere la straordinarietà di questo momento, ha osservato un mondo esterno desolato, con l’unico momento di incontro tra le persone, a distanza, magari in coda a un supermarket; e per distanza intendo non solo quella fisica ma anche quella emotiva, perché spaventati o arrabbiati per lo stravolgimento improvviso delle proprie abitudini e delle proprie vite. E ancora poi i volti coperti dalle mascherine, che ci rendono privi di espressione, quasi svuotati della nostra umanità. Tutto questo, la scintilla per generare una melodia che si è concretizzata nella nostra canzone».

Come mai la scelta di scrivere parte del testo in inglese e parte in italiano? Una questione di musicalità o ci sono altre motivazioni?

«Più che una scelta, è il risultato dell’evolversi naturale della canzone: l’embrione compositivo è stato in inglese, perché il nostro background musicale e di stile è principalmente legato al genere rock e hard-rock internazionale; poi in corso d’opera abbiamo intravisto l’opportunità di affiancare l’italiano all’inglese come visione della condivisione anche nel testo, come possibilità di completarsi nel senso di ciò che si racconta e non ultimo per regalare una canzone che può essere vicina a noi italiani ma anche spingersi più lontano».

Il testo è molto significativo e non soltanto in questo specifico momento che, purtroppo, stiamo vivendo: quale messaggio, anche per il futuro, vorreste che arrivasse a chi vi ascolta?

«Come ogni canzone, colui che l’ascolta dà una sua interpretazione al senso di ciò che viene raccontato, perché la musica ha la capacità di andare a toccare corde emotive, che sono strettamente legate al proprio modo di sentire le cose; posso solo dire che nella mia personale visione della canzone, il messaggio che vorrei passasse è che se ci siamo fermati e isolati, questa debba essere l’occasione, tra le tante, per riflettere su quanto sia importante l’aspetto comunitario e sociale della nostra specie. I propri traguardi e le conquiste personali, seppur fondamentali per ognuno di noi, non hanno alcun significato se non possono essere condivise con qualcuno».

Ci sono due versi del ritornello davvero incisivi: “Stando insieme se qualcuno chiede aiuto nessuno viene lasciato cadere” e “In un mondo poi che ha senso solo con un noi”. Richiamano alla solidarietà, diventando una mano tesa, un caldo abbraccio, cose che poi in questo momento ci mancano totalmente… “Together,così lontani ma insieme” è anche questo?

«Certo che è anche questo. La consapevolezza che ciascuno realizza la propria umanità solo nella relazione autentica e accogliente dell’altro, cercando di ritrovare quei valori che ci possono guidare come appunto la solidarietà e la fiducia; dandosi forza nel reagire a un momento come questo e nel cambiare se ciò che accadrà nel prossimo futuro non lo riterremo giusto». 

Parliamo del video, non è facile realizzare una sintonia come quella che avete creato come gruppo, non potendo suonare realmente insieme. Quanto vi ha impegnati crearlo?

«Ci tengo a dire che anche la realizzazione del video è una fotografia di quello che vivono gli italiani e non solo, in questi giorni. Siamo noi, nelle nostre case, davanti a una webcam o una fotocamera, cercando di sentirci più vicini, ognuno a modo suo. E non solo noi, anche la coautrice del testo Linda Spandri e il fonico Luigi Mandelli di “Lunar Studio” che hanno partecipato al nostro progetto. La sintonia ce la regala la canzone che ha il pregio di armonizzare le riprese, riprese che nel prodotto finale sono state montate professionalmente da un videomaker relativamente giovane, Claudio Lazzari, che tra una video lezione e l’altra, come studente, ci ha dedicato tutto il suo tempo».

Nel suo complesso potremmo definire “Together, così lontani ma insieme” una sorta di dialogo? Tra strumenti, voci, nel testo stesso, e col pubblico?

«Più semplicemente la definirei una canzone che se sarà in grado di emozionare o far riflettere chi l’ascolta, potrà essere anche tutto ciò che hai detto, mi auguro. E visto che gioco in casa ne approfitto per mandare un saluto a tutti i ragazzi e bambini di Cerro al Lambro e Riozzo, un abbraccio dal vostro “maestro rock” Camillo, corna alzate al cielo

Elisa Barchetta

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