Dov’erano le istituzioni? I medici della Fondazione Castellini di Melegnano protestano

Dov’erano le istituzioni? I medici della Fondazione Castellini di Melegnano protestano

Aprile 21, 2020 0 Di Redazione

In una lunga lettera aperta e firmata da otto medici geriatri della Fondazione Castellini (Irene Peliccioli, Giulia Maria Antonietti, Lorenzo Chiesa, Chiara Nodari, Benedetta Panni, Serena Sarra, Rosaria Torchetti e Barbara Vitaloni) lo sfogo di chi si è sentito ingiustamente accusato

<Sentiamo il bisogno di far sapere quanto ci sentiamo feriti dal maltrattamento mediatico sulle Rsa – si legge nella lettera – come se fossero luoghi dove gli anziani vengono lasciati morire senza cure. Nulla è più lontano dalla realtà>. Lo sfogo poi prosegue con altri passaggi significativi <Dov’erano le istituzioni quando chiedevamo tamponi che non ci venivano dati, se non col contagocce? Dov’erano le istituzioni quando i nostri impiegati dell’ufficio acquisti spasmodicamente cercavano di procurare per noi mascherine e dispositivi di protezione individuale? Dov’erano quando gli ordini fatti non andavano a buon fine, perché il materiale veniva bloccato per essere destinato agli ospedali? E per fortuna la Fondazione Castellini è forte e alla fine i dispositivi non ci sono mai mancati>.

La missiva tocca poi altri punti

<Da settimane sentiamo il bollettino dei morti in televisione; come si poteva pensare che in Rsa non sarebbe stato lo stesso e anche peggio?>.

I medici geriatri ribadiscono poi che le indicazioni fornite loro erano quelle di curare le persone soprattutto con quadri clinici fragili, nelle stesse strutture evitando il trasporto in ospedale e non temono le inchieste delle Procure

<Sentiamo che si aprono fascicoli in Procura, sentiamo che arriveranno i Nas a controllare cosa succede in Rsa. Ma se davvero le istituzioni pensano che in Rsa si lavori così male, perché invece di avviare indagini non hanno pensato di venire adesso a vedere con i loro occhi come vengono curate le persone da noi? Siamo stanchi per il duro lavoro e mortificati per la scarsa considerazione, impegnati ogni giorno non solo sui pazienti, ma anche a rassicurare, per quanto possibile, i loro familiari, cercando di riconquistare una fiducia guadagnata in anni di onorato servizio e demolita in un’ora di servizi giornalistici sulla presunta malpractice in Rsa. Qualche battaglia l’abbiamo persa, ma intendiamo vincere la guerra. Siamo geriatri, da sempre ci occupiamo dei casi disperati, di quelli che gli ospedali non vogliono>.

Andrea Grassani

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