Villa Gandini, la replica della Edil Tecnosystem sul taglio alberi

Villa Gandini, la replica della Edil Tecnosystem sul taglio alberi

Giugno 25, 2020 0 Di Redazione

Riportiamo integralmente la replica della azienda proprietaria del immobile oggetto di intervento edilizio, dopo le proteste dell’associazione “Un albero in più”

La riqualificazione di una villa dismessa, destinata ad essere trasformata in un nuovo complesso residenziale, non è necessariamente sinonimo di speculazione scellerata e di mortificazione della qualità dell’ambiente.Obiettivo che ha sempre contraddistinto la nostra azione imprenditoriale, è la cura che viene messa in ogni nuova realizzazione ancora prima della progettazione preliminare, già nella fase di concept, per restituire, al territorio e alla collettività, complessi residenziali dismessi, ricollocandoli in perfetta armonia con l’ambiente circostante, nel rispetto del più ampio concetto di ecosostenibilità.Il progetto di recupero di Villa Gandini, presentato al Comune di Melegnano nell’aprile 2019, integra perfettamente tutti quei valori che il nostro Gruppo ripone in ogni realizzazione, restituendo al contesto urbano un edificio in armonia con l’ambiente circostante, realizzato con le migliori tecnologie costruttive ad alta efficienza energetica e basso impatto ambientale. Siamo quindi meravigliati delle polemiche inconsistenti montate intorno al progetto, dipinto come un intervento che distrugge il verde esistente per lasciare il posto al cemento.La verità è ben altra: l’attuale impianto arboreo, risalente al 1964 ma successivamente abbandonato a se stesso, è stato preventivamente sottoposto al vaglio di due agronomi esperti in materia di conservazione ambientale. Il loro giudizio è stato lapidario: le alberature esistenti, apparentemente rigogliose e molto appariscenti anche per dimensioni, in realtà hanno un portamento eccessivo e sono male affrancate al suolo, quindi sono molto vulnerabili ai violenti effetti climatici, in particolare a quelli ventosi. E’ mera utopia, nonché manifestazione di scarsa conoscenza della botanica e della agronomia, ritenere che ciò che è cresciuto in tanti anni in modo spontaneo, poi abbandonato a se stesso, possa durare infinitamente nel tempo e, soprattutto, possa conservare, oltre alla presunta bellezza, l’indispensabile sicurezza verso gli spazi attigui, zone densamente abitate inserite in una fitta rete viaria, esposte al rischio di caduta delle alberature. La fruizione della vista e dell’ombra delle alberature, deve necessariamente coesistere con l’esistenza salubre e sicura dello stesso impianto arboreo. Nel concepire l’idea sviluppata nel nostro progetto, tuttora sottoposto allo scrupoloso vaglio degli Uffici Comunali, la nostra Società ha posto una maniacale cura nello studiare una soluzione che andasse a consolidare nel tempo, a vantaggio anche delle future generazioni, il verde urbano del quartiere Giardino. La soluzione progettuale prescelta, di sostituire solo alcune essenze, ben individuate dagli esperti in quanto già di per sé a rischio, e di procedere alla complessiva riorganizzazione del verde per realizzare il futuro giardino, applicando il rapporto di 1:1(una nuova essenza per ogni albero eradicato), è quanto di meglio è possibile fare per consentire la ricostituzione di un patrimonio vegetale abbandonato, in pieno equilibrio con le necessità di vita quotidiana del contesto residenziale esistente. Dopo ormai oltre un anno dal deposito del progetto in Comune, stiamo tuttora confrontandoci con l’Amministrazione, anche tramite i rispettivi consulenti, per perfezionare tale soluzione, finalizzata ad assicurare la sostenibilità ambientale del nuovo edificio. Il nostro progetto da mesi è sottoposto a contestazione: siamo stupiti che, nonostante la nostra piena disponibilità al dialogo costruttivo con tutti i soggetti interessati (portatori di interessi diffusi o singoli cittadini), non siamo mai stati interpellati, al punto che al pubblico viene veicolato soltanto il messaggio del taglio degli alberi, frutto di una interpretazione parziale e strumentale del progetto, e non quello della ripiantumazione. Viene così completamente ignorata la nostra disponibilità a dare un significativo contributo al verde pubblico di Melegnano, compresa la possibilità, anche se non obbligati ai sensi delle disposizioni vigenti in materia, di aumentare il nostro contributo al verde cittadino fino al rapporto di 3:1, ossia piantumare nel territorio tre nuovi alberi per ogni albero eradicato.Per la nostra Società costruire abitazioni non passa, né mai passerà, attraverso la distruzione dell’ambiente. Perché la Bellezza e la qualità ambientale sono valori solidi di ogni realizzazione destinata a durare nel tempo. 

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