Vizzolo, l’anno dell’addio a due ex sindaci

Vizzolo, l’anno dell’addio a due ex sindaci

Ottobre 27, 2020 0 Di Redazione

E’ stato l’anno dei due ex sindaci perduti per Vizzolo Predabissi: dopo Ferdinando Salvatori, scomparso in aprile ad 88 anni di età, domenica scorsa come molti già sapranno è venuto a mancare all’età di 87 il suo successore, e predecessore, Domenico Cartini. Le esequie si sono tenute presso la parrocchiale di Santa Maria in Calvenzano martedì 27 ottobre. In questo modo il triste 2020 archivia anche una stagione politica nel comune alle porte di Melegnano: una stagione sulla quale è possibile fare qualche riflessione. Ambedue sospesi fra prima e seconda Repubblica, con Salvatori che visse come protagonista ambedue, i due amministratori furono accomunati dall’aver guidato una comunità, quella vizzolese, ricca (almeno allora) di risorse economiche e di progettualità nel campo dei servizi pubblici, ma non particolarmente dinamica dal punto di vista edilizio-immobiliare. La caratteristica precipua di Vizzolo nel corso degli ultimi venticinque anni è stata infatti l’alta qualità della vita e l’abbondanza di strutture di servizio (edifici pubblici, impianti sportivi, auditorium, ecc.) unita ad un certo soffocamento demografico in buona parte dovuto ai molti vincoli edilizi dettati dal Parco Agricolo Sud Milano, che di fatto ha congelato per due decenni uno slancio dell’anagrafe locale con l’arrivo di nuove famiglie. Insomma Vizzolo ha quello che Melegnano non ha – il territorio – ma l’ha sempre potuto sfruttare poco per pecche non sempre sue. E così a Melegnano oggi ci sono 18500 abitanti, e a Vizzolo quattromila scarsi. Ferdinando Salvatori e Domenico Cartini, uomini della generazione anni ’30 – e con loro vogliamo citare anche Umberto Origoni, ex vicesindaco democristiano classe ’35, che il Covid si è portato via – si formarono nel pieno della Prima Repubblica, rispettivamente in Partito socialista e Democrazia Cristiana. Colsero i segnali dell’arrivo della Seconda. Nel ’96 Cartini scese in campo con la giovane Forza Italia e vinse, in un turno elettorale in verità molto frastagliato ma che comunque segnò una discontinuità rispetto alla storia “rosso-rosa” di Vizzolo. Seguì un triennio di forti progettualità alimentate dagli ancora cospicui gettiti della discarica di Montebuono. A Cartini si deve la revisione del Piano regolatore, la progettazione della manutenzione scolastica, lo schema delle prime piste ciclabili in via Verdi, l’idea iniziale della palazzina polifunzionale di via Verdi (posta, banca, farmacia) con l’auditorium accanto. Tentò, primo di una lunga serie di amministratori, di smuovere la “gabbia” del Parco Sud autorizzando alcune lottizzazioni. Era sindaco quando nell’ottobre 1999 Vizzolo acquistò come parrocchia quel gioiello che è la chiesa di Santa Maria in Calvenzano.

Emanuele Dolcini

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