Confcommercio Melegnano sulla lotteria degli scontrini: una follia

Confcommercio Melegnano sulla lotteria degli scontrini: una follia

Febbraio 3, 2021 0 Di Redazione

La presidente Caterina Ippolito: <La lotteria degli scontrini è partita in un momento sbagliato: se fosse un’iniziativa privata sarebbe destinata al fallimento>. 

E’ molto critica la posizione di Confcommercio sulla lotteria degli scontrini partita due giorni fa: <I costi superano i benefici e i negozi non hanno avuto il tempo per adeguarsi – spiega la presidente Caterina Ippolito – al 20 dicembre su un 1,4 milioni di registratori telematici installati per la trasmissione telematica dei corrispettivi, solo 700mila erano stati aggiornati per poter far partecipare i consumatori alla lotteria degli scontrini, considerando le restrizioni imposte dal governo a molte attività commerciali in questo periodo, i numeri non dovrebbero essere cambiati di molto. La stessa proporzione la ritroviamo sul territorio. Non solo, oltre a questo c’è anche un problema di costi: per aggiornare i registratori telematici ed acquistare il lettore ottico per la lettura del codice lotteria, un esercente spende in media 300 euro. Un costo esagerato e inopportuno, specie in una fase estremamente difficile come quella che stiamo vivendo, nella quale molti imprenditori hanno notevoli difficoltà finanziarie a causa della crisi economica legata alla pandemia>. 

L’Ufficio studi di Confcommercio Milano ha calcolato finora una perdita di ricavi di quasi 40 miliardi per le aree di Milano, Monza Brianza e Lodi. E di almeno 60 miliardi per l’intera Lombardia: <In questa drammatica fase, di fronte a questi numeri, oltre a fare i conti con il portafoglio, tocca fare i conti anche con i ritardi degli installatori, che sono ovviamente oberati di lavoro – precisano i vertici dell’associazione, che, attraverso la Confcommercio nazionale, ha chiesto a più riprese al governo di posticipare l’avvio a giugno, in modo tale tutti avessero il tempo di adeguarsi – dai primi dati che stanno emergendo, si teme che i clienti inizino a scegliere il negozio piuttosto che il bar in base alla possibilità di partecipare o meno alla lotteria. Tutto ciò sarebbe un corto circuito che andrebbe ad aggravare ulteriormente la già drammatica situazione attuale. Siamo ormai a un anno esatto dall’inizio dell’emergenza Covid e il bilancio è pesantissimo, sia per le perdite umane subite sia per le migliaia di imprese che hanno chiuso per sempre e per quelle, molte, che sono fortemente a rischio>.

La Presidente Ippolito sottolinea come il settore che rappresenta Confcommercio, il terziario di mercato, sia quello che sta pagando il prezzo più alto della crisi e ribadisce che rispetto a crolli di fatturato così devastanti, i ristori finora arrivati siano ancora  insufficienti: <Per molte imprese non sono mai arrivati, ma il nodo peggiore arriva dal decreto Rilancio del governo, che ha basato gli indennizzi solo sul mese di aprile, mentre i successivi decreti Ristori sono stati legati ai codici Ateco, andando a penalizzare le diverse attività non riconosciute. Occorre, invece, prendere in considerazione le perdite di fatturato del 2020. Riconosciamo a Regione Lombardia di aver sostenuto con numerosi bandi le categorie più colpite, ma alla Regione chiediamo di continuare a farlo>. 

Condividi