Federico Cantoni, da studente del “Benini” a ricercatore in Svezia

Federico Cantoni, da studente del “Benini” a ricercatore in Svezia

Febbraio 23, 2021 0 Di Redazione

Come gli studi e la ricerca ti possono portare in giro per il mondo

Hai girato già tre continenti in 30 anni

<Nella mia famiglia un po´ tutti hanno girato per il mondo. Mio nonno paterno si é spinto sino in Cina, affrontando avventure in Europa e Africa Centrale. I miei genitori non sono stati da meno, il loro lavoro gli ha permesso di spendere lunghi periodi della propria vita in diverse aree del globo. Insomma, in una famiglia del genere non potevo che risultare un girovago del mondo anch´io. Ho completato il liceo, iniziato al Benini di Melegnano, presso la scuola italiana del Cairo. L’Egitto è stata la mia prima lunga esperienza fuori dall’Italia per due anni. Un mondo totalmente nuovo in cui ho imparato ad interagire con una cultura diversa. In seguito al diploma, sono tornato in Italia per conseguire una laurea triennale in ingegneria, per poi buttarmi su un progetto di doppia laurea magistrale in Francia (in francese). Un po´ un azzardo, considerando il solo mese e mezzo di studi della lingua. Ad ogni modo, voilà, ancora una nuova realtà. In particolare, l´ambiente dinamico e stimolante della “grande ecole” mi ha permesso di complementare i miei studi precedenti con esperienze pratiche e fare amicizie per entrare in stretto contatto con la cultura d’oltralpe. La grande ecole é stata un trampolino di lancio che mi ha portato a fare ricerca in ambito biologico prima presso l´Epfl a Lausanne, in Svizzera e poi presso un laboratorio del “Brigham and women’s hospital” associato all´Mit/Harvard a Boston. Anche i luoghi apparentemente irraggiungibili non sono necessariamente tali, si può sempre provare>.

Le esperienze più caratteristiche di questi anni? 

<Il mio primo progetto con un´applicazione in campo medico: la partecipazione ad una collaborazione tra l’università Ensiacet e l´ospedale Oncopole de Toulouse per la fornitura di modelli anatomici di pazienti, stampati 3D a partire da risonanza magnetica, e attrezzatura per ridurre i tempi delle operazioni e di conseguenza anche i rischi per i pazienti. Ricordo ancora le sensazioni nell´assistere dal vivo alle complesse operazioni chirurgiche e alle prime difficoltà tra noi studenti ingegneri e i medici, dovute al differente linguaggio. Attualmente sono un ricercatore ad Uppsala in Svezia, qui tento di “ricreare” tessuti del corpo umano su cui, in un non lontano futuro, si confida di poter testare nuovi medicinali.

Questa tecnologia, chiamata “organ-on-a-chip”, si propone come alternativa ai test su animali per uno sviluppo di farmaci efficaci, in tempi e costi più contenuti rispetto ai metodi più tradizionali. Un mondo affascinante e multidisciplinare sviluppatosi di recente e potenzialmente dai grandi risvolti in ambito medico. Infine, come dimenticare il gruppo dei Mastini rugby di Opera, dove un po´ per caso e un pò per scelta, persone molto differenti si allenano, giocano e festeggiano insieme. Un altro mondo variegato ed unico, ma questa volta a pochi chilometri da casa mia, a Melegnano. Una famiglia di cui ho fatto parte e da cui, probabilmente, ho tratto quello sprono a dare il meglio di me nei contesti più disparati. Dopotutto, “Mastino un giorno, Mastino tutta la vita”.

In conclusione, com´è tornare in Italia?

<Torno a casa ogni anno per ritrovarmi a scoprire nuovi dettagli che prima non avevo notato o considerato>.

Stefano Chiesa

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