“Io vivo altrove” storie di vita straordinarie. Il 2 aprile giornata mondiale della Consapevolezza dell’ Autismo

“Io vivo altrove” storie di vita straordinarie. Il 2 aprile giornata mondiale della Consapevolezza dell’ Autismo

Aprile 1, 2021 0 Di Redazione

Nella nostra società l’individuo si confronta con l’altro sulla base di un sistema di interazioni sociali condiviso, che va al di là delle differenze di lingua, cultura o religione. Sviluppiamo fin da piccoli la capacità di comprendere le persone che ci circondano e l’ambiente in cui viviamo e di relazionarci ad essi in modo coerente ed efficace; non dobbiamo però semplificare e pensare che queste abilità siano qualità intrinseche dell’essere venuti al mondo. “Io vivo altrove” ce lo spiega in modo chiaro, diretto e pragmatico, ci spiega cosa significa vivere in una famiglia con un figlio autistico. Ci permette di guardare più da vicino in che cosa si traduce essere genitori in un percorso sicuramente meno prevedibile, lineare e con più ostacoli.

A raccontarsi sono i genitori  della Fondazione Fracta Limina nata nel 2018 con l’impegno di migliorare la qualità della vita di persone con autismo e delle loro famiglie. “Fracta limina” significa proprio questo: spezzare i confini per mettere in atto strategie finalizzate a creare opportunità e a raggiungere obiettivi che aumentino la qualità della vita delle persone con autismo in un ambiente inclusivo.  

“Io vivo altrove” è il libro edito da Laurana Editore e scritto da Beppe Stoppa che fotografa spaccati di vita quotidiana di famiglie in cui ogni giorno si affronta un disturbo del neurosviluppo. Questo volume esce nelle librerie proprio in occasione del 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo con l’obiettivo semplice, ma fondamentale di far conoscere storie di persone uniche, sorprendenti e particolari.

“L’autismo è ancora in gran parte misterioso per chi lo vive quotidianamente, figuriamoci per chi magari ne ha solo sentito parlare. Eppure fa parte della vita di tutti, anche se non lo sappiamo.

I numeri come sempre parlano più chiaramente di ogni altro strumento: un oceano di persone bisognose di aiuto. Ma se pensiamo a tutte le famiglie la cui vita viene sconvolta dall’arrivo di un bambino autistico, la cifra si triplica, si quadruplica.

Sconvolta, però non è il termine corretto, o quantomeno non è sufficiente a descrivere ciò che accade.

Panico, preoccupazione, angoscia, paralisi. Ogni altra questione scompare, viene letteralmente inghiottita.”

Queste le parole scelte per la prefazione da Stefano Belisari, in arte Elio di Elio e le Storie Tese papà di un ragazzo autistico.

Il suo contributo si aggiunge ai racconti di 15 famiglie, educatori, ragazzi che vivono in un mondo parallelo ma non separato da quello che noi volgarmente definiamo “normale”.

Ci sono domande a cui i genitori devono dare risposta “quando finisce il ciclo scolastico cosa potrà fare mio figlio? Come potremo far fronte alle sue necessità?”  e nella maggior parte dei casi è la società a offrire un ventaglio di possibilità, ma non per i genitori di figli autistici.

I genitori di questi ragazzi devono purtroppo costruirsi spesso da soli le risposte, come nel caso della Fondazione Fracta Limina che sta portando avanti un importante progetto. Il progetto Icaro prevede infatti la realizzazione di un Centro polifunzionale dove ogni giorno i ragazzi possono praticare sport, frequentare laboratori, sviluppare capacità artistiche e acquisire competenze professionali sempre in contatto con la cittadinanza e le associazioni territoriali.

“In collaborazione con il Comune di Milano i ragazzi della nostra Fondazione hanno partecipato alla distribuzione delle mascherine nelle case popolari – racconta Mario Ciummei, presidente di Fracta Limina e papà di Alessio – “E’ importante per loro come per noi sentirsi utili e sentirsi parte della società. Quest’anno per loro e per noi è stato ancor più difficile perché è venuto a mancare un sostegno, un po’ di protezione per chi era più in difficoltà. Pensate alla DAD! Per i nostri figli non è attuabile. Manca sicuramente un’attenzione da parte delle istituzioni ma la Fondazione serve anche a questo ad avanzare richieste concrete e ad attuare progetti necessari. Con questo libro non cerchiamo compassione né vogliamo essere dipinti come genitori eroi, vogliamo raccontare storie di vita di tutti i giorni fatte di musica, sport, scuola come tutte le altre, solo vissute con un filtro diverso, quello dell’autismo”.

Questo libro è un supporto al progetto Icaro, per la realizzazione del primo centro del sudest milanese dedicato a persone con autismo e neurodiversità infatti i diritti d’autore verranno devoluti alla Fondazione Fracta Limina.

Elena Isella

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